HE LEFT IN A GREY FORD FIESTA, by Rocco Amati, Davide Consonni, Giulia Pirri. Installation view by Giulia Pirri.

Accademia di Como Aldo Galli

AFTER EVIDENCE / From forensic purpose to public resonance.

Qual è il confine tra passato, presente e futuro? Non si tratta soltanto di distinguere dove finisce uno e inizia l’altro, ma di riconoscere lo spazio in cui questi tempi si incontrano, si sovrappongono e si trasformano. Un confine diffuso che non separa, ma mette in relazione, in cui le temporalità convivono e prendono forma nel loro intrecciarsi. È in questo punto che si costruiscono le memorie future.

Questa riflessione si sviluppa all’interno del programma dell’ottava edizione del Lake Como Design Festival nel terzo numero di Notes on Plural Intelligences, il progetto editoriale di IED Istituto Europeo di Design creato in occasione del sessantesimo anniversario della scuola.

Questi temi trovano espressione nel progetto espositivo After Evidence: from forensic purpose to public resonance, esito di un percorso di ricerca sugli archivi sviluppato all’interno del progetto di ricerca Sounding Images, Screening Sounds (SISS), un progetto focalizzato sul rapporto tra musica e immagine che è stato ammesso dal Ministero dell’Università e della Ricerca a un finanziamento dell’Unione Europea - NextGenerationEU attraverso il PNRR. La mostra sarà inserita nella cornice degli spazi dell’Accademia di Como Aldo Galli.

After Evidence nasce dall’avvicinamento a un archivio di immagini forensi per restituire a questi materiali una nuova presenza pubblica. Le opere lavorano con frammenti visivi e sonori, dettagli, voci e tracce appena percepibili. Non traducono la materia forense in racconto lineare ma costruiscono una prossimità lenta, in cui guardare e ascoltare diventano modi per sostare accanto a ciò che resta parziale, fragile, non immediatamente deducibile.

Il progetto cresce nel dialogo tra IED e LABANOF–MUSA. Il LABANOF, Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano, lavora sul corpo e sui resti umani per contribuire alla ricostruzione dell’identità, alla comprensione delle circostanze di vita e di morte e alla tutela dei diritti umani. Da questa esperienza nasce il MUSA, che rende accessibile al pubblico una ricerca in cui scienza, medicina, archeologia, antropologia e responsabilità civile si incontrano. Al suo interno, la CAL, Collezione Antropologica Labanof, una collezione di circa 20.000 scheletri che attraversa un periodo di quasi 2000 anni: non solo una delle più vaste collezioni scheletriche in Europa, ma un patrimonio di tracce attraverso cui leggere, nei segni di violenza, migrazione, salute, malattia e disuguaglianze, la storia della nostra società.

Le immagini forensi qui non sono prove da esibire, ma materiali attraversati da una funzione e dalla responsabilità di osservare, documentare, verificare, riconoscere; After Evidence le accompagna oltre quel primo destino, chiedendosi come ciò che nasce per stabilire una verità possa trasformarsi nello spazio dell’ascolto, dell’attenzione, della percezione e della memoria. Apre il dialogo con il confine inteso come condizione di relazione: tra arte e scienza, gesto autoriale e osservazione forense, passato e presente. Le opere non offrono risposte né trasformano la scienza in metafora ma abitano una soglia di presenza sensibile che riguarda tutti.

AFTER EVIDENCE
Accademia di Como Aldo Galli
Como, Via Francesco Petrarca 9
12-20 settembre 2026
ore 10.00–19.00
ingresso libero