What’s Wrong Duo

Claustra
2026

Il progetto definisce lo spazio senza chiuderlo. Fondato sulla ceramica e articolato in forme organiche, quasi vegetali, questo divisorio costruisce un confine che si percepisce come istintivo piuttosto che imposto.

Non interrompe il movimento, ma lo guida, come farebbero un albero, una corrente o un paesaggio in trasformazione. Il corpo risponde in modo intuitivo, adattandosi invece di resistere. In questo senso, il progetto rielabora l’idea di confine non come separazione rigida, ma come soglia permeabile. Il divisorio mantiene una presenza pur restando visivamente aperto, permettendo un dialogo continuo tra gli spazi.

Rende più morbide le transizioni, mantenendo la connessione mentre introduce una distanza calma, equilibrata e rispettosa. La trasparenza diventa una condizione attiva, che allo stesso tempo separa e invita, senza generare tensione o disagio.

Materiale e processo rafforzano questa dualità. Il divisorio è composto da elementi estrusi in gres, ognuno con variazioni di forma e superficie. L’estrusione è di per sé un atto di costrizione: l’argilla viene compressa, forzata attraverso una geometria fissa e poi rilasciata.

Questo momento di tensione, tra controllo e rilascio, rimane inscritto in ogni pezzo, visibile nelle sue sottili irregolarità e nelle forme dinamiche. Il progetto incarna un paradosso centrale del tema: confini che non limitano, strutture che contengono lo spazio permettendo al tempo stesso la libertà. Propone un’architettura più morbida del limite, negoziata attraverso la percezione, il movimento e la memoria materiale, piuttosto che imposta attraverso una divisione solida.

What’s Wrong Duo è uno studio di design con base a Zurigo e a Bucarest, fondato nel 2024 da Sandra Berghianu e Julien Hauchecorne. Provenendo da background differenti ma uniti da un interesse condiviso per la ceramica, il duo mette insieme competenze e prospettive complementari, dando forma a una pratica ibrida che integra tecniche tra installazioni di design da collezione e oggetti scultorei. Il loro lavoro esplora il comportamento dei materiali, il processo e la forma attraverso un dialogo continuo tra controllo e spontaneità.

Guidati da ricerca, sperimentazione e scoperta, abbracciano l’errore come condizione essenziale del loro processo—uno strumento attivo più che una limitazione. Radicati nel lavoro manuale, i loro pezzi restano fedeli al processo di realizzazione, rivelando invece di nascondere le tracce della produzione. Lavorare come duo introduce naturalmente tensione, contrasto e negoziazione—qualità che si riflettono sia nella loro metodologia sia nelle forme che producono.