Vittorio Di Girolamo / Xenia Kwiatkowska

Threads of Origin
2026

Il concetto di confine in Threads of Origin può essere interpretato in diversi modi. In primo luogo, si riferisce al confine culturale tra il design occidentale contemporaneo e le tradizioni artigianali ancestrali marocchine. Il tessuto al centro del progetto affonda le sue radici nella cultura berbera ed è plasmato da secoli di influenze amazigh, arabe ed ebraiche, riflettendo un patrimonio culturale ricco e stratificato. Il progetto cerca di mettere in dialogo questi mondi, rendendo accessibili a un pubblico più ampio le conoscenze locali e le pratiche materiali, preservandone al contempo il significato culturale.

Il confine esiste anche nel contrasto tra approcci diversi alla produzione e alla sostenibilità. Invece di seguire la logica della produzione veloce, il progetto abbraccia un processo di design più lento e intenzionale, radicato nel rituale, nell’artigianato e nel valore intrinseco dell’oggetto creato. In questo contesto, una tecnica di tessitura preindustriale viene combinata con strutture contemporanee in acciaio inox, creando un dialogo tra conoscenze tramandate e produzione industriale.

Infine, il progetto esplora il confine tra differenti prospettive progettuali. Rappresenta una collaborazione tra designer provenienti da contesti culturali distinti, che unisce l’eredità italiana alle sensibilità artigianali polacche. Attraverso questo scambio, il lavoro diventa uno spazio in cui tradizioni, prospettive e forme di conoscenza diverse si incontrano, si mettono alla prova e si evolvono insieme.

Xenia Kwiatkowska e Vittorio Di Girolamo sono designer con base a New York la cui pratica collaborativa esplora il modo in cui gli oggetti custodiscono memoria culturale e sociale. Lavorando tra design industriale, antropologia e artigianato, indagano la relazione tra materia, rituale e appartenenza attraverso ricerche site-specific e collaborazioni con comunità di artigiani. Il lavoro di Kwiatkowska si concentra sulla tensione tra tradizioni artigianali e produzione contemporanea, mentre Di Girolamo affronta il design attraverso il lavoro etnografico sul campo e la cultura materiale.