Studio Yellowdot x Artisia

Chaise longue in cellulosa e PLA composito con fibre di legno.

Tattile – Daybed Lounge
2026

Un confine inizia come una linea. Tracciata per separare, contenere o definire, segna il limite tra una cosa e l’altra. Eppure una linea può anche deviare. Può sciogliersi in uno schizzo, trasformarsi in un pensiero o aprirsi in un sogno a occhi aperti.

In Tattile, Yellowdot reinterpreta il confine non come divisione, ma come possibilità: un gesto continuo che attenua le distinzioni tra corpo e oggetto, cibo e arredo, tecnologia e tatto. Ciò che prima definiva il limite diventa un invito a distendersi, riunirsi e immaginare diversamente.

Il progetto trasforma una linea immaginata in un daybed scultoreo per il riposo e la contemplazione. Come un filo di pasta sospeso in movimento, la forma si avvolge fluidamente nello spazio, dissolvendosi in una superficie continua che accoglie il corpo. Il lavoro suggerisce che i confini non sono mai fissi: si piegano, si sfumano e si riconnettono attraverso l’interazione umana, l’esperienza sensoriale e il gioco.

In equilibrio tra morbidezza e struttura, istinto e tecnologia, l’opera esiste tra categorie: cibo e arredo, oggetto ed esperienza, produzione digitale e intimità umana. Più che un elemento di arredo, Tattile funziona come artefatto di design e rituale multisensoriale. Attraverso ritmo, tatto e momenti temporanei di condivisione, il progetto esplora come i confini tra discipline, comportamenti ed esperienze sensoriali possano ammorbidirsi e riconnettersi attraverso il design.

Concepito per il brand di pasta 3D Artisia di Barilla, Tattile è un daybed scultoreo su misura progettato per leggerezza, relax e piacere del momento. Ispirato alla geometria cava delle forme della pasta, il mobile appare come se un singolo filo di spaghetti fosse stato ingrandito e delicatamente arrotolato nello spazio — formando una superficie continua che invita il corpo a rallentare, contemplare e sognare. Familiare e al tempo stesso surreale, l’oggetto occupa un territorio ambiguo tra oggetto commestibile e scultura abitabile.

Tattile prende il nome dall’omonima forma di pasta progettata da Yellowdot. La forma è ispirata al gesto del pizzico delle dita: il movimento istintivo di sollevare qualcosa di delicato. Queste piccole incisioni diventano il linguaggio formale sia del cibo che del mobile.

Lungo il daybed, le curve si ritirano dolcemente nei punti di contatto con gambe, schiena e corpo, permettendo alla forma solida di accogliere e sostenere con sorprendente comfort. L’oggetto risponde al corpo in modo quasi intuitivo, incorporando tracce del tatto in una forma prodotta digitalmente.

La struttura cava presenta una curvatura a infinito, in cui gambe, seduta e schienale si fondono in un unico movimento continuo. Piastre laterali integrate creano momenti per appoggiare e condividere la pasta Artisia come finger food, incoraggiando l’interazione oltre le convenzioni del tavolo da pranzo.

I visitatori sono invitati non solo a sedersi o sdraiarsi, ma anche a interagire socialmente e sensorialmente attraverso il cibo, il tatto e la condivisione. Ogni contorno segue il tocco, invitando la mano a sostare e partecipare, traducendo gesti corporei intimi in scala architettonica.

Realizzato in cellulosa — un composito di PLA a base di legno contenente segatura — il materiale presenta una tonalità beige naturale e una texture opaca che ricorda la semola essiccata. La finitura addolcisce la precisione della fabbricazione digitale rendendola familiare e calda.

Stampato in un unico movimento continuo da un braccio robotico a 6 assi in oltre dodici ore, come un unico pezzo senza giunzioni, da LAMÁQUINA a Barcellona, Tattile trasforma la manifattura additiva in una performance spaziale coreografata. L’ugello robotico si muove fluidamente lungo la curvatura come se disegnasse nell’aria, tracciando una linea che diventa progressivamente struttura, superficie e spazio.

Più che presentare la tecnologia come fredda o distante, Tattile cerca intimità nella precisione. Il progetto esplora come la fabbricazione digitale possa preservare morbidezza, umorismo, tattilità e risonanza emotiva.

Unendo il linguaggio della produzione della pasta alla produzione robotica, l’opera dissolve i confini tra artigianato e industria, nutrimento e tempo libero, domestico e speculativo. Così facendo, Tattile propone una visione alternativa del vivere futuro — in cui gli oggetti incoraggiano lentezza, curiosità e esperienza sensoriale condivisa.

Yellowdot è uno studio di design e consulenza creativa fondato da Bodin Hon e Dilara Kan Hon, che opera nei campi del design da collezione e industriale, illuminazione, arredo e progetti spaziali.

Con sede tra Istanbul e Hong Kong, lo studio unisce tecnologia, artigianato e sostenibilità attraverso un linguaggio visivo audace e giocoso.

Basandosi sul background di Dilara nelle belle arti e negli interni e su quello di Bodin in bioingegneria e design industriale, Yellowdot celebra l’incontro degli opposti — logica ed emozione, arte e scienza, Oriente e Occidente — per immaginare nuove possibilità del design.

Lo studio adotta un approccio interdisciplinare e transculturale, sviluppando progetti che spaziano dal product e spatial design alla consulenza e a sperimentazioni indipendenti, trasferendo conoscenze tra campi diversi e ridefinendo le categorie attraverso il design.

Il lavoro di Yellowdot è stato esposto a livello internazionale, tra cui alla Triennale di Milano e all’Odunpazarı Modern Museum, oltre che presentato alla Milan Design Week, dove nel 2026 è tornato con un’installazione multisensoriale in collaborazione con il brand di pasta 3D Artisia di Barilla.

Il loro lavoro ha ottenuto riconoscimenti internazionali — tra cui l’Int’l Compasso d’Oro, il Red Dot Design Award e l’ELLE Decoration International Design Award — consolidando il ruolo di Yellowdot come studio che collega immaginazione e industria per dare forma al design del futuro.