Imbottito in Groma, tessuto a maglia 3D progettato da Pastina per ByBorre, imbottitura in schiuma poliuretanica (PU) e dettagli in pelle.
Soft Monuments
2026
Un singolo corpo, privo di gesto, che tuttavia altera immediatamente la percezione del luogo. La sua presenza è densa, introduce una gravità silenziosa: un nuovo ordine, un equilibrio che non si afferra soltanto con lo sguardo ma si percepisce in profondità, come un cambiamento atmosferico.
È pietra, eppure sprigiona carisma.
A Roma, basta girare l'angolo di un palazzo per imbattersi in una presenza rimasta lì per secoli. L'incontro è destabilizzante: quella figura muta ridisegna lo spazio e, per un istante, altera l'equilibrio di chi osserva.
In quell'incontro si manifesta un confine, non una linea di separazione, ma una soglia: il punto in cui la traiettoria si interrompe e cambia misura. Il monumento antico non esclude: ridefinisce. È un confine soffice, che non divide ma mette in relazione.
Da questa esperienza nasce l'intenzione di disegnare una presenza capace di esercitare una forza analoga, svincolata dalla permanenza della pietra. Presenze contemporanee che agiscono con la loro fisicità: apparizioni al tempo stesso aliene e familiari, riconoscibili pur non assomigliando a nulla di noto. Non più presenze intoccabili, ma figure che accolgono. Non più la durezza della pietra, ma una monumentalità morbida, fuori scala, disarmante nella sua semplicità.
Soft Monuments non imita la monumentalità, ma la traduce: prende la massa piena e il peso visivo di un torso antico e li riscrive in un linguaggio lento, cedevole, organico. Il travertino diventa pelle tessile, la durezza diventa resa, l'eternità minerale si trasforma in una durata affidata al contatto.
La natura di questi corpi è ambigua: forme compatte e morbide allo stesso tempo. La morbidezza, invece di attenuarne la presenza, la intensifica: avvicina ciò che appartiene al monumentale a una dimensione tattile, quasi intima. Nei corpi non c'è movimento, ma postura; una forma ampia, distesa, adagiata nello spazio. I volumi sono costruiti attraverso l'aggregazione di elementi imbottiti, rivestiti in tessuto, che definiscono una massa continua e articolata. La loro configurazione non è univoca: possono estendersi, contrarsi, assumere posture diverse, mantenendo coerenza formale.
La scala eccede quella dell'oggetto domestico senza raggiungere quella dell'architettura, collocandosi in una dimensione intermedia che consente al corpo di avvicinarsi e sostare, senza esaurire la presenza dell'insieme. La materia non è un rivestimento, ma una pelle che costruisce profondità. Il tessuto invita al contatto ma non lo richiede.
Questa pelle è il confine: non la superficie che separa, ma la membrana che mette in relazione.
È in questa zona intermedia che il progetto prende posizione: non nel pieno del volume, non nel vuoto che lo circonda, ma nel mezzo, dove il confine non è più limite, ma condizione di relazione.
Il corpo morbido non offre una funzione: la permette. Sedersi o appoggiarsi non è la risposta a un invito, ma la conseguenza di una disposizione naturale della forma. La funzione emerge come effetto, non come principio. Soft Monuments si colloca nello spazio di confine che il design contemporaneo è chiamato ad abitare: tra scultura e arredo, tra intoccabile e quotidiano, tra la distanza del museo e la prossimità della casa. Non appartiene del tutto a nessuna di queste dimensioni, ma esiste nella tensione tra esse.
L'incontro con questi corpi non si esaurisce nel gesto, ma si propaga nello spazio che li accoglie. Ciò che era neutro si riorganizza attorno a una presenza che non si integra ma presiede: le distanze si ridistribuiscono, le traiettorie si piegano, la luce si raccoglie.
Non è un'occupazione, ma una ricalibrazione. Lo spazio non viene riempito, ma reso evidente: ciò che era sfondo diventa contorno, ciò che era passaggio diventa luogo.
In questa trasformazione si attiva una gravità silenziosa che non impone, ma orienta. Una monumentalità che non separa, ma avvicina.
Il confine smette di essere una linea. Diventa luogo, e in quel luogo lo spazio si rende abitabile.
In occasione del Lake Como Design Festival 2026, Soft Monument viene presentato con uno speciale rivestimento in Groma, tessuto progettato da Pastina per BYBORRE, partner tessile di questa edizione.
Studio Pastina nasce a Roma nel 2016 da Domenico Santoro e Francesca Puddu, laureati in Disegno Industriale e Architettura degli Interni alla Sapienza. Dopo anni di collaborazioni con rinomati studi internazionali, scelgono di costruire uno studio con una visione propria: il design non come risposta a una tendenza, ma come pratica di costruzione.
Pastina disegna oggetti, spazi e sistemi che tengono insieme funzione, immaginario e produzione.
I lavori dello studio sono stati esposti alla Biennale di Venezia e al MAXXI e vengono regolarmente presentati in ere internazionali come il Salone del Mobile, IMM Cologne e Watches and Wonders.
Forte di anni di attività nel settore dell’arredo, oggi il cuore del lavoro dello studio è la consulenza creativa per alcuni tra i più importanti brand del lusso a livello internazionale, tra cui Bulgari, Versace e Lamborghini.
Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti si segnalano Red Dot Design Award, German Design Award, Good Design Award e DNA Paris Design Award, oltre alla candidatura al Compasso d'Oro tramite selezione ADI Design Index 2021.
Soft Monuments è il primo progetto autoriale nel collectible design di Pastina: un passaggio verso una pratica distante dalla produzione in serie, che introduce un approccio rinnovato al progetto, alla relazione con lo spazio e a chi lo incontra.