Isola

MM3 ModularMat 3
2025

Il confine non è solo una linea che divide, è una soglia: un luogo di passaggio in cui due presenze si riconoscono senza invadersi.

Ci sono distanze che proteggono e distanze che separano.

MM3 ModularMat 3 nasce per lavorare su quella zona sottile in cui la distanza diventa scelta, e la vicinanza diventa gesto.

Il progetto è composto da tre moduli: due aree laterali che dichiarano un territorio personale

e un elemento centrale che non appartiene né all’uno né all’altro.

È proprio lì che accade il progetto: un piccolo spazio intermedio, riconoscibile e intenzionale,

che rende visibile ciò che di solito resta implicito nelle relazioni, la soglia, la misura, l’accordo. Il modulo centrale non è un vuoto e non è un riempitivo: è un campo attivo. Un giunto. Può accogliere un appoggio, un passaggio, una pausa breve; può diventare il punto in cui lo sguardo si incrocia, la conversazione comincia, o semplicemente si condivide la presenza senza invadersi.

In questo senso, MM3 ModularMat 3 non disegna solo una forma: disegna una condizione.

Un oggetto di design che non lavora solo sulla forma, ma sulla relazione: una micro-architettura orizzontale che rende abitabile il confine.

Materiali e costruzione mettono in scena un contrasto volutamente leggibile: da un lato la morbidezza e l’accoglienza, dall’altro un bordo netto, quasi tecnico, che non chiude ma ordina. Il confine non è più una barriera: è un segno che chiarisce, una soglia che permette di stare insieme con maggiore libertà.

MM3 ModularMat 3 è pensato per spazi dove la relazione tra persone è parte del progetto, ogni giorno: 

Spazi pubblici, reception, attese (piazze, musei, biblioteche, gallerie): costruisce una distanza gentile, leggibile, un micro-dispositivo di sosta e relazione, anche temporaneo. 

Ospitalità (hotel, lounge, ristoranti): sostiene la convivialità senza cancellare la privacy.

Modulare per natura, il Sistema può crescere o ridursi mantenendo la stessa regola: me − te – tra noi. Un oggetto che mette forma a ciò che normalmente resta informale: il confine come spazio condiviso.

Isola nasce come uno spazio condiviso, ma prima ancora come un’idea comune: riunire un gruppo di progettisti attorno a una stessa visione del fare. Non un semplice luogo di lavoro, né una somma di competenze e strumenti, ma un ambiente in cui discipline diverse trovano un punto di contatto, si ascoltano e costruiscono insieme nuove possibilità. Ogni progetto diventa il risultato di uno sguardo collettivo. La grafica incontra l’architettura, il pensiero visivo dialoga con lo spazio, la comunicazione si intreccia con la materia. Ciascuno porta la propria esperienza, la propria sensibilità e il proprio metodo; ma ciò che nasce non appartiene mai a una sola voce. È il frutto di una coesione, di una direzione condivisa, di un’unità di intenti che trasforma le differenze in forza progettuale.

Isola è una comunità di sguardi che lavorano nella stessa direzione. Un organismo creativo in cui ogni competenza mantiene la propria identità, contribuendo a un disegno più ampio. 

I designers e architetti del gruppo, autori del progetto MM3 sono: Guido Camandona, Alessandra Manzoni, Michela Milani, Giovanni Sacchi e Paolo Vallara.