Alberto Granata, Centauro, Igor Mitoraj. Foro Civile, Pompei, 2023

Chiostro di Sant’Abbondio

Alberto Granata / Gente di confine.

Né pietra né personaggio, la statua rappresenta idealmente un punto di contatto tra il materiale e il metafisico, e certo per l’affascinante livello di ambiguità che la riveste ha spesso attratto diversi autori della fotografia, ognuno dei quali ha manifestato il proprio stile, la propria concezione estetica e la propria personalità attraverso le immagini di figure scolpite. Le statue che Alberto Granata si è trovato di volta in volta a fotografare spiccano per la bellezza delle costruzioni, per la magistrale gestione della luce e per l’originalità dei tagli, unite a un sovrastante senso di umanità che sembra situarle in una zona di frontiera tra l’inanimato e il vivente.

Un senso di umanità così incisivo da averci suggerito, per la mostra, curata da Eugenio Bitetti e allestita all’interno del Chiostro di Sant'Abbondio, spazi dell’Università dell’Insubria, il titolo di Gente di Confine. Nella loro vivente e sincera antichità le figure di Granata sembrano saperci parlare di storia, di civiltà secolare, di pathos. E ci lasciano, mentre le guardiamo, la consolante sensazione che il mito non sia andato perduto con l’età moderna, ma si conservi vivo, ancora, in mezzo a noi.

ALBERTO GRANATA.
GENTE DI CONFINE

Università dell'Insubria,
Chiostro di Sant'Abbondio,
Como, Via Regina Teodolinda 37
12-20 settembre 2026
ore 10.00 - 19.00
ingresso libero