Yelyzaveta Rudenok

Sedia in compensato e lacca

Soft Structure Chair
2026

La Soft Structure Chair nasce da un desiderio di semplicità: superfici piane, linee morbide e pulite, nulla di scolpito, un passo indietro deliberato rispetto alla complessità.

Ciò che emerge, però, è qualcosa di diverso. Una forma che appare morbida ma si legge come monumentale. Una struttura a tre gambe che sembra precaria, ma che regge. Uno schienale che si eleva fino a diventare più simile a una presenza che a un supporto.

È in questo scarto tra intenzione ed esito che vive il confine.

Il confine è più leggibile nel momento del contatto, nel punto in cui una materia termina e un’altra inizia. Dove il corpo incontra l’oggetto, dove il peso viene accolto, dove due superfici condividono per un istante lo stesso spazio. La silhouette si solleva in modo asimmetrico, mantenendo la presenza di qualcosa più vicino a un corpo che a una seduta. Lo schienale si curva nel sedile attraverso un processo di cedimento controllato, la tecnica del kerf cutting, in cui il legno viene inciso con precisione fino al punto in cui la rigidità diventa flessibilità. Il confine tra duro e morbido viene negoziato millimetro per millimetro, fino a quando il materiale accetta di piegarsi. Un confine morbido, definito dal contatto più che dalla separazione, rende il soggetto leggibile tenendolo delicatamente al suo margine.

La Soft Structure Chair appartiene alla Soft Structures Series, una serie di oggetti unici realizzati a mano che esplorano il potenziale della forma di sospendersi tra immobilità e suggestione di interazione.

Yelyzaveta Rudenok (n. 1998, Ucraina) realizza oggetti principalmente a partire da materiali di origine naturale attraverso un processo analogico lento e manuale. Radicato nell’appropriazione di archivi visivi e nella memoria, il suo lavoro esplora il potenziale di attivazione fisica degli oggetti negli spazi scenici e domestici. Ha conseguito un MFA presso il California College of the Arts ed è attualmente basata a Vienna.