The Happy Few

The Long Take
2026

Il film finisce, e mentre esco dal cinema, svolto a destra verso casa. È una strada che ho percorso mille volte a Shanghai, ma diversa ogni volta. In continuo mutamento: una visione che non si ripete mai, un’infinita sequenza di incroci, senza alcun confine in vista.

Un minuto sono sotto le ombre screziate degli alberi, quello dopo mi scontro con il bagliore al neon di una strada dopo la pioggia.

The Long Take nasce da una singola osservazione: il modo in cui le piastrelle irregolari di una strada ci sorprendono in modi inattesi.

Siamo soliti pensare al confine come a una linea che separa, ma nella strada il confine è in realtà un luogo d’incontro. È dove la pietra dura del marciapiede incontra il ritmo morbido della vita.

Se queste strade sono quelle che percorriamo mille volte e tuttavia ogni istante è unico, cosa accade se intrecciamo tutti quei momenti individuali insieme?

Il gesto del vagare non richiede logica e non conosce fine. Quello che chiamiamo “confine” è in realtà una soglia che diventa un battito ritmico sotto il nostro passo.

Momenti frammentati e caotici vengono intrecciati in una singola linea, diventando la rappresentazione di una vita viva e piena.

I tappeti, con la memoria di due.
Ogni tappeto nasce come un piccolo pensiero — un colore ricordato, un motivo intravisto a metà, o una sensazione portata da un luogo familiare.

Con sede a Shanghai, The Happy Few non è solo una collezione di tappeti, ma un’estensione della nostra convinzione nel potere dell’osservare.

Traduciamo lo storytelling ambientale in un medium tattile, trasformando i ritmi fugaci della città in paesaggi intrecciati. Tessuti lentamente a mano, questi ricordi prendono forma attraverso il filo, diventando qualcosa con cui vivere, non solo da guardare.

In questa esplorazione tra artigianato e collaborazione, materializziamo i momenti che scegliamo di portare con noi. Alcune storie svaniscono, altre restano sotto i nostri piedi — trattenute silenziosamente, come una memoria o due.