Sandra Battistel

Oggetti in fibre di lana e biocompositi di cellulosa

Burnt Wool
2026

Nel 2025 ho sviluppato LIMINAL ZONE, un progetto di ricerca sui materiali che considera il design come uno spazio d'incontro tra le persone e l'ambiente rurale. Il progetto si è concentrato su materiali un tempo essenziali per la sopravvivenza delle comunità montane, ma oggi spesso considerati scarti - testimonianze di una cultura materiale in progressiva scomparsa. Materiali frequentemente giudicati "brutti" o "grezzi", il cui valore estetico e culturale mi ha interessato esplorare, lasciando che fossero proprio loro a guidare la narrazione del progetto.

BURNT WOOL rappresenta l'evoluzione di questa ricerca. Il progetto indaga il paesaggio di transizione tra la pianura e gli alpeggi delle Alpi italiane, un territorio ecologicamente ricco, modellato da secoli di relazioni dell'attività umana con l'ambiente naturale. In particolare, prende in esame il cambiamento di percezione delle fibre di lana, un tempo preziose per le comunità locali e oggi spesso trattate come materiale di scarto, fino a essere talvolta destinate all'incenerimento.

Questa trasformazione riflette la fragilità delle tradizioni agrosilvopastorali della regione, dove l'allevamento ovino è oggi orientato prevalentemente alla produzione di carne, spesso a discapito delle qualità della lana richieste dal mercato.

L'artigianato occupa un ruolo centrale nello sviluppo e nella trasformazione dei biomateriali locali. Attraverso il fare, esploro le qualità intrinseche della materia, utilizzando il processo stesso come strumento di conoscenza e di dialogo.

Bruciare la lana è diventato un modo per mettere in evidenza il suo attuale status di rifiuto. Le fibre più grossolane, inadatte alla produzione di capi d'abbigliamento, vengono spesso eliminate nonostante l'intelligenza intrinseca di questo materiale. Essendo naturalmente ignifuga, la lana non prende facilmente fuoco ma carbonizza gradualmente, consentendo alla texture di emergere attraverso una combustione controllata. Questo paradosso è diventato parte integrante sia del processo creativo sia dell’impianto concettuale che sostiene gli oggetti.

Per me questo progetto ha anche una dimensione profondamente personale, perché rappresenta l'opportunità di prendere le distanze dalle logiche del design industriale. Per molti anni ho modellato i materiali affinché rispondessero ai miei progetti; con BURNT WOOL, invece, ho scelto di lasciare che fosse il materiale stesso ad avere un ruolo attivo, rinunciando al controllo ed entrare in dialogo con le persone, con il territorio e con le altre forme di vita che lo abitano. È stato così che ho compreso quanto profonda sia la nostra interdipendenza.

Esploro il tema del Confine come luogo di incontro.

La ricerca alla base di BURNT WOOL e dello sviluppo di questo biomateriale locale si fonda sulle numerose conversazioni intrattenute con esperti del territorio nelle Alpi orientali italiane.

Durante questo percorso la mia attenzione si è concentrata su una zona liminale: uno spazio d'incontro tra l'alta montagna, la pianura e i territori abitati, dove ogni elemento influenza l'altro come in una conversazione continua. È un luogo in cui cultura e biodiversità convivono in straordinaria ricchezza e dove il bello e il brutto coesistono senza contraddirsi. È proprio da questo paesaggio che provengono le fibre di lana utilizzate per BURNT WOOL: materiali oggi spesso considerati scarti e talvolta destinati alla combustione.

Sandra è una designer e ricercatrice artistica con base a Londra. La sua pratica si sviluppa attraverso il dialogo, la ricerca e la sperimentazione diretta, dando vita a nuovi materiali e oggetti con particolare attenzione alla natura e ai sistemi di conoscenza locali.

Ha conseguito un Master in Applied Imagination presso il Central Saint Martins College of Art and Design ed è alumna del programma The Material Way – Local Bio-based Materials, piattaforma collaborativa dedicata alla ricerca sui biomateriali con sede a Copenaghen.

La sua ricerca si colloca all'intersezione tra sperimentazione sui materiali e sviluppo di prodotto. Accanto alla progettazione di prodotti destinati al mercato, coltiva un profondo interesse per i biomateriali e per l'innovazione sostenibile nel campo dei materiali.

Nel corso del suo percorso professionale, Sandra ha imparato a mettere in discussione gli assunti della disciplina del design, affrontando ogni progetto come un'occasione di indagine critica e di esplorazione creativa. Il suo lavoro si colloca al crocevia tra cultura materiale e cultura visiva, tra contesti rurali e urbani.