Tappeto in paglia di riso valorizzata e filati riciclati
Rise before the Ashes
2023
Una riflessione sui confini invisibili che modellano la nostra vita quotidiana, in particolare sul confine tra aria pulita e aria inquinata. L'opera è realizzata utilizzando scarti agricoli, soprattutto paglia di riso, che in molte aree dell'India settentrionale viene comunemente bruciata dopo il raccolto. Questa pratica stagionale contribuisce in modo significativo alla formazione della densa coltre di smog che si diffonde nelle città, compromettendo la salute di milioni di persone.
La scelta dei colori rosso e nero è intenzionale. Il rosso rappresenta il calore, l'urgenza e il gesto dell'incendio dei campi, parte di un più ampio ciclo agricolo. Il nero simboleggia il fumo, la cenere e l'inquinamento che persistono ben oltre lo spegnersi delle fiamme. Insieme, questi colori danno vita a una superficie visiva densa e opprimente, capace di evocare la sensazione di essere immersi nello smog: un'esperienza incerta, soffocante e dalla quale è difficile sottrarsi.
All'interno del tema del Festival, quest'opera considera l'aria come uno spazio condiviso, attraversato da profonde disparità.Tutti dipendiamo dall'aria, ma l'accesso a un'aria pulita non è uguale per tutti. Per alcuni, il confine si manifesta nella possibilità di vivere in ambienti chiusi, dotati di purificatori e sistemi di controllo dell'aria che offrono protezione. Per altri, soprattutto chi lavora all'aperto o non dispone di tali risorse, l'esposizione è continua. Si crea così un confine invisibile, ma profondamente percepito attraverso il respiro, la salute e l'esperienza quotidiana.
Anche il materiale porta con sé un ulteriore livello di significato. La paglia di riso è un sottoprodotto naturale dell'agricoltura, un tempo parte integrante di un sistema circolare. Oggi, a causa delle pressioni economiche e della mancanza di alternative, viene spesso bruciata, trasformando una risorsa in una fonte di inquinamento. Questo evidenzia il confine tra valore e scarto, mostrando come il significato dei materiali cambi in funzione dei sistemi economici, dell'accesso alle risorse e delle infrastrutture disponibili.
L'opera richiama inoltre il rapporto tra gli spazi rurali e quelli urbani. Ciò che ha origine nei campi agricoli non rimane confinato al luogo di partenza. Il fumo attraversa territori, supera confini fisici e sociali e raggiunge città lontane. In questo modo, lo smog diventa un confine mobile che collega persone che forse non si incontreranno mai, ma che condividono la stessa aria.
Rise before the Ashes richiama l'attenzione su qualcosa che normalmente rimane invisibile. L'inquinamento atmosferico viene spesso raccontato attraverso dati e statistiche, ma raramente viene percepito come un'esperienza fisica. Questo tessuto rende il problema visibile e tangibile, invitando il pubblico a fermarsi e riflettere sulla sua presenza.
L'opera si colloca all'incrocio tra artigianato, innovazione dei materiali e narrazione ambientale. Utilizza un linguaggio tessile familiare per trasmettere un messaggio più profondo sul nostro modo di vivere, sull'aria che respiriamo e sulle connessioni che ci uniscono. In questo modo, il confine non è più soltanto una linea che separa, ma uno spazio in cui realtà diverse si incontrano, si sovrappongono e si influenzano reciprocamente.
Aarushi è una designer impegnata nella ricerca sui materiali e fondatrice di “Parali by Aarushi”, una pratica progettuale fondata sulla sostenibilità, la valorizzazione dell'artigianato e l'innovazione ecologica. Laureata con un Master in Textile Design presso la University of the Arts London, il suo lavoro esplora la trasformazione degli scarti agricoli, in particolare della paglia di riso, in tessuti e oggetti di design dal forte valore espressivo.
Attraverso la sua pratica, Aarushi mette in discussione le gerarchie convenzionali dei materiali, riposizionando gli scarti come risorse preziose. Collabora a stretto contatto con le comunità rurali, integrando i saperi tradizionali con il design contemporaneo per creare progetti che coniugano responsabilità sociale e sostenibilità ambientale.
Crede nel design come ponte tra natura e industria, tra artigianato e innovazione, tra narrazioni locali e rilevanza globale, contribuendo a plasmare un futuro circolare e rigenerativo.