Tavola in legno di frassino
taami
2026
taami nasce dalla necessità di prendersi cura di se stessi: dedicare il giusto tempo alla propria persona. Un oggetto sul confine tra corpo e mente, tra tensione e rilassamento, tra il ritmo frenetico della quotidianità e la necessità di ritrovare uno spazio personale di equilibrio.
Il concetto di confine è la natura stessa di taami. Non un limite che divide, ma una soglia che mette in relazione due stati differenti: lo stress e la calma, il movimento e la meditazione, l’attività e l’ascolto. taami è in questo spazio di equilibrio, diventando uno strumento capace di accompagnare la persona verso una nuova consapevolezza del proprio corpo, della propria mente e del proprio tempo.
Dalla meditazione all’allenamento, taami è uno strumento con infinite possibilità.
Un oggetto pensato per adattarsi alle diverse necessità e trasformare ogni gesto in un rituale quotidiano. La sua funzione non è soltanto pratica, ma profondamente percettiva: invita a rallentare, ad ascoltare il respiro, a riconoscere il proprio centro.
L’equilibrio diventa così una metafora concreta del confine. Poichè l’equilibrio esiste soltanto nella continua relazione tra due forze opposte. taami interpreta questa condizione attraverso il movimento del corpo e la presenza mentale, costruendo una connessione costante tra azione e concentrazione. Non esiste immobilità, ma una ricerca continua di stabilità, proprio come accade nel rapporto tra mente e corpo.
taami è quindi uno strumento per riconnettere corpo e mente, ma soprattutto per attraversare un confine invisibile: quello che separa uno stato mentale sovraccarico da una condizione di consapevolezza. Un oggetto che accompagna l’individuo in una pratica personale di equilibrio, movimento e meditazione.
Matteo Ragni è nato a Milano nel 1972. Si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano. Dal 1994 progetta e si occupa di design negli ambiti più diversi dell’industria e dell’artigianato, con un interesse che si focalizza sempre di più sulla progettazione volta ad unire funzione e innovazione tipologica. Ha lavorato per molte aziende, per le quali ha spesso integrato all’attività di designer quella di creative director, dando vita a sistemi di comunicazione e produzione perfettamente sincronici. Le relazioni con l’imprenditoria italiana e internazionale gli consentono di costruire un modus operandi rispettoso del DNA e della storia di ogni singolo marchio, nella convinzione che solo così il mestiere del designer possa avere un’etica e una funzione di vera evoluzione.
Matteo Ragni è stato uno dei più giovani vincitori del Compasso d’Oro a 29 anni, nel 2001, con la posata usa e getta Moscardino, disegnata insieme a Giulio Iacchetti. Nel 2014 riceve il secondo Compasso d’Oro, sempre con Giulio Iacchetti, per il design di una serie di tombini per Montini. Numerosi sono altri riconoscimenti nazionali e internazionali, che di volta in volta sottolineano un approccio eclettico e discreto, sempre alla ricerca dell’ironia e del gesto progettuale riflessivo e pulito. Infine è stato imperativo in questi ultimi anni darsi come obiettivo e finalità aggiuntiva al lavoro di design, la costruzione di diversi network intorno alle aziende clienti, inaugurando così un processo di collaborazioni e supporti commerciali e culturali che, singolarmente, le aziende non possono incentivare. Numerosi anche i progetti culturali e espositivi, la partecipazione a mostre collettive, le docenze e le conferenze sia in Italia che all’estero.