Sedia in legno di pino, rivestimento realizzato con rami di betulla, faggio e nocciolo
Sedia 2
2025
Un oggetto scultoreo nato da un dialogo intimo con l’eredità di Enzo Mari. Il progetto si ispira all’approccio democratico e iconico del maestro, configurandosi come una continuità contemporanea e al tempo stesso una rilettura della sua visione attraverso la lente del mondo naturale.
Il processo creativo parte da una struttura familiare e artificiale, che viene poi quasi ritualmente riconquistata dalla biologia. Attraverso il rivestimento meticoloso della struttura geometrica con una fitta trama di bastoncini grezzi e naturali, l’oggetto cessa di essere un elemento puramente funzionale. Diventa un contenitore di senso, un ponte tra il rigore storico del design e la crescita incontrollata della materia organica.
Il lavoro incarna il concetto di confine come punto esatto in cui l’ordine umano collide con il caos naturale. La sedia rappresenta un “terreno comune”, una zona liminale tra struttura matematica e texture imprevedibile della natura selvaggia. Segna il limite in cui termina la mano del progettista e inizia la forza invasiva della natura.
L’interazione con l’oggetto è pensata per mettere in crisi le barriere visive e tattili dell’osservatore. La sua superficie ruvida e primordiale coinvolge i sensi in modo diretto, imponendo un incontro fisico con la natura all’interno dello spazio ordinato della creazione umana. L’oggetto trasforma una sedia riconoscibile in un’esperienza immersiva, capace di amplificare la realtà grezza del mondo naturale.
Il progetto esprime inoltre una ricerca di etica del fare che rispetti la storia dell’artigianato, esplorando al tempo stesso nuove narrazioni materiali. Nel dialogo tra il linguaggio iconico di Mari e la crudezza dei rami raccolti, Sedia 2 bilancia la “selvatichezza” con la precisione del gesto umano. La sua realizzazione richiede molti giorni di lavoro calmo e paziente.
Quest’opera invita a un incontro: con l’artigianato, con la storia, con la natura e con la percezione di ognuno di noi.
Nato nel 1999 a Varsavia è un designer e artista multidisciplinare il cui lavoro si concentra sull’esplorazione del rapporto tra esseri umani e natura. Figlio di una maestra fiorista—sua madre—è stato influenzato anche dal lavoro di due importanti designer, Tomek Rygalik e Marcin Rusak, che considera ancora oggi suoi mentori. È laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Varsavia.
La sua pratica attraversa diversi media, con un focus particolare sulla carpenteria, in cui il lavoro del legno si intreccia con materiali botanici grezzi. Attraverso questa sintesi, cerca di creare un ponte tra l’esperienza umana e il mondo naturale, favorendo incontri con la dimensione selvaggia all’interno degli spazi costruiti dall’uomo.