Vasi in argilla
The Living Space Within (Lo Spazio Vitale Interiore)
2025
Il confine, nel mio lavoro, è un processo consapevole: non una linea fissa, ma un evento che attraverso. È una frattura in cui la forma perde la propria stabilità e inizia a trasformarsi.
Plasmo gli oggetti attraverso un atto di distruzione, permettendo alle crepe di diventare punti di passaggio: spazi in cui gli opposti convivono in tensione anziché essere separati. In questo stato, la forma comincia a respirare; la presenza emerge e il significato prende forma nel silenzio che si crea tra le parti.
I due vasi di questa installazione sono spezzati e ricomposti attraverso la tecnica giapponese del kintsugi. Le giunture d’oro non nascondono né riparano il danno, ma affermano la frattura come traccia della trasformazione, rendendola parte integrante della nuova identità dell’oggetto.
Per me, questo processo è un atto consapevole di confronto con ogni frattura: spezzare, ricomporre e guardare più a fondo. Ispirandomi alla filosofia del kintsugi, riconosco il valore non nella perfezione, ma nell’esperienza, nella trasformazione e nelle scelte che compio lungo il percorso.
LCDF desidera ringraziare Anastasiia Biletska, curatrice indipendente, per la sua preziosa collaborazione.
Larisa Zolotova è un'artista multidisciplinare e ceramista ucraina.
Ha iniziato il suo percorso artistico nel 2017 con la pittura, dedicandosi interamente alla ceramica a partire dal 2018. Nel 2020 ha fondato, nella sua città natale di Odessa, ZOLA, uno spazio dedicato alla creatività, alla condivisione e alla sperimentazione con la materia. Il suo percorso racconta una profonda trasformazione personale: da economista, insegnante e professionista della logistica ad artista che trova nella ceramica un mezzo per esplorare il significato, la percezione tattile e la relazione con lo spazio.
Partecipa attivamente a residenze artistiche internazionali e a progetti collaborativi, arricchendo la propria ricerca attraverso il dialogo e la sperimentazione.
Le sue opere si distinguono per un'estetica delicata, fatta di forme organiche e biomorfe, nate dall'incontro tra antiche tecniche di cottura e una pratica fondata sull'amore, la presenza e la meditazione.