Jonathan Sapir

Lampada in gres, vetro soffiato a mano, acqua, luce LED

Suspended Axis – Variation II
2026

Quest’opera esplora il confine non come una linea fissa, ma come una condizione mutevole. Riunisce gres e vetro soffiato a mano, due materiali che si comportano in modi profondamente diversi. Il primo porta con sé peso, densità e solidità, mentre il secondo introduce la trasparenza, rivelando forme interne che normalmente rimarrebbero nascoste.

Il loro punto d’incontro non è privo di discontinuità, e questa tensione strutturale rimane visibile. All’interno del vetro, l’acqua e la luce modificano la percezione dell’opera. L’acqua agisce come una lente, invertendo la forma interna e la sua ombra e, al contempo, deformando ciò che si trova dietro l’oggetto. Al variare dell’angolo di osservazione, riflessi e frammenti dello spazio circostante entrano a far parte di ciò che si vede attraverso il vetro.

Questo incontro tra materiali è centrale nel processo di realizzazione. Gli elementi ceramici sono torniti al tornio a partire da argilla riciclata, combinando impasti con diversi tassi di ritiro, per cui le dimensioni finali sono note solo dopo l’essiccazione e la cottura. Il vetro viene quindi soffiato a mano per adattarsi alla ceramica già cotta. Ogni componente viene misurato, lavorato a freddo e regolato prima dell’assemblaggio, consentendo ai due materiali di incontrarsi con precisione nonostante il loro comportamento così diverso.

Il confine, qui, non è semplicemente il punto in cui un materiale finisce e ne inizia un altro. Esiste nell’interazione tra massa e trasparenza, struttura e illusione. Piuttosto che tracciare un limite fisso, l’opera lascia che queste relazioni mutino continuamente in funzione della luce, del punto di vista e dello spazio.

Progetto sviluppato presso il Dipartimento di Design della Ceramica e del Vetro della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme.

Jonathan Sapir è un designer e artista che lavora tra Tel Aviv e Gerusalemme.

La sua ricerca si sviluppa attraverso la ceramica e il vetro, indagando il modo in cui materiali diversi si incontrano e, nella loro interazione, danno origine a condizioni percettive in continua trasformazione. Combinando gres e vetro soffiato a mano, realizza oggetti che mantengono una tensione costante tra peso e trasparenza, struttura e fluidità.

L'integrazione di luce e acqua all'interno delle sue opere introduce sottili distorsioni ottiche che modificano la percezione della profondità e dello spazio, dando vita a confini instabili e in continuo mutamento all'interno della forma.