Emilie Seferaj

Sgabello in polistirolo

Scanned Traces #1 
2025

Il progetto indaga il confine tra superficie e volume. Nasce dall'osservazione di oggetti quotidiani, materiali e forme che spesso passano inosservati.

Attraverso la scansione, queste superfici vengono registrate e trasformate in strutture tridimensionali. Anziché aggiungere o modificare ciò che esiste, il progetto ne estrae le qualità già presenti, le amplifica e conferisce loro una nuova presenza attraverso il cambiamento di scala. In questa trasformazione emerge una tensione tra la dimensione bidimensionale e quella spaziale.

Siamo abituati ad avere un'idea definita di ciò che è un oggetto. Ma cosa accade quando questo confine viene messo in discussione e l'oggetto viene reinterpretato nella sua struttura più essenziale?

Il progetto si colloca tra acquisizione digitale e realizzazione materiale: la tecnologia non è utilizzata per generare qualcosa di nuovo, ma per rendere visibile ciò che è già presente.

La ricerca interroga il modo in cui si costruiscono valore e forma, e come materiali ordinari possano racchiudere qualità spaziali complesse.

Come parte del processo, un foglio di alluminio da cucina è stato scansionato, ingrandito digitalmente e fresato tramite tecnologia CNC.

La forma è stata successivamente tradotta in Styrofoam, un materiale leggero e fragile che accentua la sensazione di instabilità.

Il volume appare solido, ma conserva ancora le tracce della propria origine: qualcosa di sottile, temporaneo e apparentemente insignificante.

Trasponendo ciò che normalmente passa inosservato in una nuova scala e in un nuovo contesto, il progetto invita a riconsiderare il modo in cui percepiamo la materia, la forma e lo spazio. Ciò che un tempo costituiva lo sfondo diventa struttura.

Il progetto si fonda sull'idea che i confini non siano entità fisse, ma spazi aperti alla negoziazione. In questo movimento emergono forme che non vengono create ex novo, ma sono già presenti in ciò che viene tradotto.

Emilie Seferaj è una designer svedese la cui ricerca si sviluppa all'intersezione tra ricerca materica, forma grafica e traduzione spaziale.

Grazie a un'esperienza professionale maturata nella gestione del retail, ha sviluppato un interesse duraturo per le interazioni umane e per la costruzione di esperienze significative.

Ha conseguito una laurea in Design (2025) presso la HDK-Valand – Academy of Art and Design dell'Università di Göteborg e ha inoltre studiato presso la Aalto University di Helsinki.

La sua pratica nasce da una profonda curiosità per le storie e i processi di comunicazione: il modo in cui il design può veicolare significati, evocare associazioni e creare un dialogo tra persone e oggetti. La sua ricerca si muove tra dimensione grafica e dimensione materica, in uno spazio in cui i linguaggi visivi vengono sperimentati, spostati di contesto e tradotti nuovamente in forma fisica.

In questo territorio in continua trasformazione, la superficie diventa struttura e l'informazione si trasforma in materia.