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Palazzo Valli Bruni
6-10 ottobre 2021

Jan Janssen

Sono sempre stato attratto dal mondo da un’altra prospettiva. Ricordo le infinite passeggiate nelle aree industriali del mio quartiere d'infanzia. Ricordo di essermi sentito sopraffatto dalla vastità e dal vuoto di questi luoghi, e catturato dalle strutture peculiari e dalle forme indefinibili - sia la loro scala che gli schemi cromatici devianti. C'era un'atmosfera sensata, desolata e alienante che mi attraeva, e mi attira ancora. La bellezza del paesaggio industriale è, a mio avviso, strettamente definita dal suo utilitarismo. Sta nell'artificialità alienante, nel fatto che si tratta solo di oggetti e strutture, puramente costruiti per adempiere efficacemente al suo scopo, mentre ogni ruolo umano è subordinato e ogni argomento estetico è assente. Il fatto che sia inaccessibile, minaccioso e sconosciuto, eppure replicato con lo stesso aspetto ovunque sulla terra. Con il mio lavoro cerco di esprimere questa indagine permanente sul paesaggio industriale realizzando sculture e oggetti che sembrano tagliati fuori da questo contesto utilitaristico.

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La fusione del metallo è un processo produttivo pericoloso e violento. Con questo sgabello ho cercato di creare un oggetto da seduta che abbinasse il mio fascino per questo processo industriale con l'uso di un'estetica minimalista ma funzionale. Le caratteristiche del processo di fusione in sabbia combinate con la patina scelta sono applicate appositamente per abbinarsi al suo aspetto industriale. Il pezzo è sabbiato in un unico pezzo utilizzando uno stampo complesso, quindi rifinito e patinato a mano. Ogni pezzo è leggermente diverso e quindi unico.