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Palazzo Valli Bruni
6-10 ottobre 2021

Finemateria

Stefano Bassan e Gianluca Sigismondi sono Finemateria, un duo milanese risultato di un processo materico-sperimentale alla ricerca di sensorialità per colpire emozioni. Non amano catalogarsi e creare confini ma essere creatori di nuove visioni. La forma è il risultato di un lungo processo. La ricerca è dialogo, confronto, un concetto composto da anima e materia. L’anima è la componente fondamentale, il messaggio che si vuole lasciare e va oltre l’oggetto: è idea sensoriale. L’eternità di un’idea supera il bisogno dell’oggetto stesso. La materia è sperimentazione, ricerca ed esaltazione come figura protagonista, è riacquisizione del valore materico. Classe ’96, laureati in Product Design nel 2019 allo IED Istituto Europeo di Design di Milano. Una collaborazione iniziata durante il percorso di studi, rafforzata all’interno dello studio CARA\DAVIDE dove hanno lavorato a differenti progetti tra cui Rinascente e diverse autoproduzioni. Ad ottobre 2020 durante l’edizione di Edit Napoli vengono eletti da una giuria internazionale come miglior prodotto inedito. Elle Decor Italia per il mensile di gennaio 2021 inserisce Finemateria come migliori giovani nella sezione NEXT2021: Il meglio che verrà, scattato da Giovanni Gastel.

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Welded è una ricerca che analizza in macro epoche il rapporto tra persona e saldatura. Dall’età del bronzo il lento sviluppo ha sempre visto l’uomo al centro del processo. Le repentine innovazioni del ’900 hanno cambiato la prospettiva rendendo il lavoro e la saldatura sempre più automatizzati. Presentiamo un ritorno al passato dove il lavoro del fabbro è esteticamente apprezzato per la sua unicità. Da noi considerato con Welded, un decoro. Il primo risultato risale all'età del bronzo e del ferro quando per saldatura si intende un legame di due o più pezzi metallici attraverso la forgiatura. Tuttora abbiamo una prova evidente e facilmente riconoscibile dall’antichità di questa tecnica nel Pilastro di Delhi, in India, una colonna di ferro battuto databile intorno al 310 DC, pesante più di cinque tonnellate. Nel 1540, Vannoccio Biringuccio compone “De La Pirotechnia”, un’opera illustrata che menziona per la prima volta in modo scientifico il lavoro della metallurgia, che fino ad allora era noto solo a fabbri esperti. Si intuisce dalle narrazioni di quanto il lavoro dell’artigiano fosse una delle massime espressioni di innovazione nella comunità.  A fine Ottocento la saldatura iniziò un percorso veloce di innovazioni tecnologiche più evolute, che ebbero genesi soprattutto grazie al lavoro di inventori e scienziati Russi. Da qui la saldatura diventa un metodo sempre più diffuso e ambito dai paesi in cerca di un maggiore sviluppo industriale. 

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Negli ultimi anni la saldatura è tecnologicamente perfetta, volendo invisibile. Un processo sempre più performante a discapito di una sempre minore unicità. I quattro oggetti, disegnati partendo da semilavorati in possesso dall’artigiano, sono stati progettati pensando all’esaltazione della saldatura: le sue curve, la sua matericità e la sua sensualità.